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Meraviglioso .... è un modo di vederla...
18 giugno 2012
Io voto per il … (maybe i'm back)


Io voto per il due.

Uno sembra solo, e poi uno cerca sempre di fagocitare un altro.

Due no, due è IL DUE.




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12 giugno 2012
Un blog che merita di circolare – 1° puntata


http://refashionco-op.blogspot.it/




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27 maggio 2012
(Gli occhiali scuri) - Frammenti di un discorso amoroso...

(NASCONDERE)
(…) Partito per le vacanze senza di me, dal giorno della sua partenza, X…non mi ha più dato alcun segno di vita: incidente? scipero delle poste? indifferenza? tattica a distanza? esercizio di un voler-vivere temporaneo o semplice innocenza? (…) La cosa mi angoscia sempre di più: passo attraverso tutti i quadri della scenografia dell’attesa. Ma quando X si farà vivo, che cosa gli dirò? Dovrò nascondergli il mio turbamento (come va?)? Farlo esplodere aggressivamente (E’ mica bello, avresti almeno potuto…)? O con passione (non sai in che agitazione mi hai messo…)? Oppure, lasciar filtrare questo turbamento delicatamente, leggermente, per renderlo manifesto senza farlo pesare all’altro (ero un pò in pensiero…)? A questo punto sono colto da una seconda angoscia: quella di dover decidere quale grado di pubblicità dare alla mia prima angoscia. (…)
….Dov’è l’uomo che ha diritto al possesso?
Chi può possedere ciò che non ha tempo,
ciò che di volta in volta è felicità
e poi sfugge
come la palla
dalle mani di un bambino?

Perchè se esiste è questa la colpa:
di non essere la libertà di chi
si ama, con tutta la libertà che è in noi. Amando
abbiamo solo questo: non legare
l’altro, perchè il legame è facile
e non bisogna certo conquistarlo.

…Se ci sei allora sentimi, devi aiutarmi.
Guarda, noi precipitiamo
in ogni nostro progresso,
senza sapere quando, diretti
a qualcosa che ci sfugge, e impigliati
dentro di noi come un sogno
muoriamo senza risvegliarci.

Nessuno va oltre a questo. Può accadere
a chiunque abbia spinto le sue forze
in un faticoso progetto
di non poterlo mantenere
e trascinato dal suo stesso peso
di lasciarlo cadere, sfinito.

Per questa antica repulsione che vedo
tra la vita e l’opera compiuta
tanto che ne parlo: aiutami.

Aiutami,
e perchè tu non ti perda, come a volte
le cose che più mi mancano: resta dentro di me.

Rainer Maria Rilke, Per Una Amica
thanks to
http://www.bodyweb.com/forums/threads/312020-Frammenti-di-un-discorso-amoroso




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24 maggio 2012
Editori della Madonna!

Editori della Madonna

Ogni giorno migliaia di libri inutili godono del privilegio della pubblicazione.
Ogni giorno migliaia di libri di un certo livello non trovano spazio nel mondo vetusto e ristretto dell’editoria.




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6 aprile 2012
Cerchi…


Il cuore domanda cos’è che manca….si sente male ma non si sa perché.

forse non è il cuore, è più a fondo, è quel famoso sacchetto di iuta in cui sta l’anima.

ai meno attenti potrebbe sembrare lo stomaco.

ti cerchi in un milione di foto su un hard disk traditore che perde e sperde i file, in un volume di file che il mio portentoso aggeggino ci mette qualche minuto per fare una ricerca per parola chiave…e alla fine non trovi quello che cerchi. non ti trovi. non sei in quella foto. neanche in quell’altra. certo, sei passata di lì. ma ora dove sei? quelle lì sono tracce. e con la perdita di cellulari e hard disk, e la rottura della macchina fotografica prediletta, le tracce negli ultimi due anni sono molte meno. sarà anche che sono diminuiti gli ululati di dolore e di solitudine, certo. ma non per questo non ti sei mossa, anzi. falcate. chilometri. migliaia di chilometri.

incredibile che questa bella riflessione nasca dal fatto che cercavo una foto per il profilo facebook.

ti cerchi e non ti trovi. nell’armadio, nei saldi, neanche nei nuovi arrivi. nella musica. nei diari. sì, ok, sono passata di qua, e prima o poi andrò anche a spasso per gli anni ’60, ma non c’è jeans né borsa che mi dica dove sono ora. non c’è foto, non c’è taglio di capelli, soprattutto!, non c’è felpa.

ecco, forse, spiegata questa semimania per il lavoro: io qui mi conosco e mi riconosco. qui sono io.

non mi trovo nelle facce di chi ha delle aspettative nei miei confronti. non mi trovo nel mancato orgoglio di Quel volto. non mi trovo nelle parti assegnate, non mi trovo nei sensi di colpa e negli impegni presi. non mi trovo.

ecco qual’è il gusto di cucirsi una borsa. sei sicuro che male che vada sarà un buon tentativo, quantomeno originale.

poi ti accorgi che non tutti hanno questa immaginazione. non tutti riescono a immaginarsi la PROPRIA borsa, una cosa che la vedi e dici “mia”…cioè la vedi e lo pensi, ma non è frequente che la IMMAGINI e lo pensi. l’immaginazione è poca (“e la papera non galleggia!” direi).

così me ne vado a un corso di scrittura creativa.

ti cerchi e non ti trovi. ti inventi ed è divertente, ma poi? si tratta sempre di parti assegnate.

dove sono?

sono in …divenire.

proviamo così. studio, lavoro, amore e famiglia sono i punti cardinali. e vediamo dove mi ritrovo.

Però, questo è sicuro, per ora mi serve A R I A .




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22 gennaio 2012
Frammento di un discorso amoroso.


Appagamento: “Appagamenti: non vengono detti–di modo che, falsamente, la relazione amorosa sembra ridursi a essere un lungo lamento. Il fatto e che, se e incoerente esprimere malamente l’infelicita, per contro, nel caso della felicita, sarebbe una colpa sciuparne l’espressione: l’io parla solo quando e ferito; quando mi sento appagato o mi ricordo di esserlo stato, il linguaggio ci appare angusto: io sono trasportato fuori del linguaggio, cioe fuori del mediocre, del generico” (Barthes 31)

…ecco perché non si scrive più come una volta.




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22 gennaio 2012
Tutte le strade,
milioni di passi, mi hanno portato qua.
e chissà che non si possa riprendere un discorso interessante.



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27 dicembre 2011
Fine anno. I classici.


La batteria del mac è a terra e io dovrei dormire per cui faccio in fretta.

Propositi per l’anno nuovo (vale anche come Propositi consigliati per l’anno nuovo)

 

Bisogna chiudere i cicli.

Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perchè quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere.

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.  E’ davvero ora di cambiare“.
P.Coelho

 

Vi ho parlato del treno che è arrivato, vuoto. Non vi ho detto che però c’erano tanti pacchi da riordinare, spolverare, selezionare, rimettere sul vagone in partenza, disfarsene. Cheppoi il vagone semplicemente “swoosh”, direi.

Io vi consiglio Being Erica, come telefilm. Fatto davvero bene.

Tutto ciò che inizia ha una fine, se lo accettiamo, le cose andranno meglio. E sarà un nuovo inizio. Che non è un semplice bicchieremezzopieno, è proprio lasciare che il mondo scorra e porti il nuovo.

 

Smetti di essere chi eri, trasformati in quello che sei.

Ecco forse spiegata la mia mania di riordinare.





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14 dicembre 2011
e così ci mettiamo un punto. eh? altro che puntini.


mi sembra che sia finalmente arrivato un treno che aspettavo da tempo. ma non è sceso nessuno, e me ne sono andata soddisfatta dalla stazione…a casa.




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2 dicembre 2011
La verità


La verità è che crescere, diventare grandi, cambiare, e blablabla…significa una cosa molto molto semplice, a cui normalmente non si vuole pensare.

Perdere, perdersi, andare avanti e lasciare qualcuno indietro, o essere lasciati indietro, o essere abbandonati e basta.

La verità è che crescere significa associare la parola nostalgia a un numero sempre maggiore di situazioni e persone.

 

Mi manca com’erano le mie amicizie.

E non solo.




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Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
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"dì un po' Fratello Sole, non ti pare forse una gran coglionata regalare una simile giornata a un padrone?!"
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forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo.
la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima.
A.Baricco, Castelli di rabbia
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...prima divisero nord e sud
poi città e città e pensa
adesso ognuno è chiuso nella propria stanza
l'intolleranza danza
non c'è speranza....

Articolo 31, 2030
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